Turning Point significa “Punto di svolta”: per noi, per voi e per gli “altri”. Nasce nel 2012, dopo che varie vite si sono incrociate, destini tragici si sono trasformati in abbracci, amicizie, sentimenti e fotografie tristi in sguardi di intesa.

Il terremoto di Haiti, devastante e tragico, è stata l’occasione per impegnarci e metterci in gioco. Tutto è iniziato dalla violenta presa di coscienza che i volti sparuti e gli sguardi cupi, che rimbalzavano nelle nostre case da chilometri di distanza, non erano virtuali ma appartenevano e appartengono a persone esattamente come noi. Poi c’è stata la concreta condivisione: ore di duro lavoro e speranza, in un contesto di fame, povertà e disperazione. Infine la consapevolezza dell’esistenza di uno, cento, mille luoghi come Haiti, geograficamente lontani ma uguali nella miseria che attanaglia i loro popoli.

Turning Point è frutto della nostra “svolta” personale, che avrà un senso solo se potremo estenderla a tutti voi e condividerla con donne, uomini, bimbi e adolescenti, che hanno nostri pari diritti e dignità, offrendo loro la concreta possibilità di vivere e non solo sopravvivere.